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Hetzner raddoppia i prezzi CCX e CPX: cosa fare quando l'hosting economico non lo è più

06 July 20263 min di lettura

Quarto intervento sui prezzi in un anno: le linee CCX e CPX salgono fino a 2,75 volte e un semplice rescale riprezza l'istanza al listino nuovo. Cosa abbiamo cambiato sulla nostra infrastruttura e su quella dei clienti, e perché cambiare fornitore non risolve.

Il 15 giugno 2026, alle 8:00 CEST, Hetzner ha cambiato il listino cloud per i nuovi ordini e per qualunque rescale di un'istanza esistente. Non è un ritocco: la linea a vCPU dedicata CCX è salita tra 2,2 e 2,7 volte, quella condivisa AMD CPX tra 2,4 e 2,75. È il quarto intervento sui prezzi del 2026, dopo il rincaro del 30-37% sui cloud server tedeschi e finlandesi del 1° aprile (quella volta anche sulle macchine già attive) e due giri di ritocchi alle setup fee a febbraio e aprile. Chi ha costruito il budget infrastrutturale su Hetzner deve rifare i conti.

I numeri, senza arrotondare

Germania e Finlandia, canone mensile. CCX13 da 15,99 a 42,99 euro, CCX23 da 31,49 a 85,99, CCX33 da 62,49 a 138,49, CCX43 da 124,99 a 275,99. Sul condiviso AMD: CPX22 da 7,99 a 19,49, CPX42 da 25,49 a 69,49. Tre CCX23, la configurazione tipica di un piccolo cluster applicativo, passano da circa 94 euro al mese a 258.

Le linee Arm (CAX) e Intel condivise (CX) sono cresciute molto meno, circa 1,3-1,4 volte: CAX11 va da 4,49 a 5,99 euro. Questa asimmetria non è un dettaglio contabile, è il vero messaggio del listino.

La trappola del grandfathering

Le istanze già attive mantengono il prezzo precedente, e gli ordini effettuati prima del 15 giugno restano al vecchio listino anche se consegnati dopo. Sembra una buona notizia, ma crea una condizione fragile: il rescale riprezza la macchina subito, in su o in giù. Anche ridimensionare per risparmiare fa scattare il listino nuovo, e Hetzner avverte che altre modifiche al server possono avere lo stesso effetto.

Tradotto: "non toccare il resize" è diventata una policy operativa, da scrivere nel runbook. Nei nostri audit troviamo spesso scaling verticale improvvisato e migrazioni che ridimensionano la macchina come passaggio intermedio. Oggi ognuna di quelle azioni è una decisione di budget presa da chi il budget non lo gestisce.

Cambiare fornitore non risolve

Hetzner non è impazzita, e lo scrive: parla di prezzi di approvvigionamento saliti in modo significativo e di un mercato dei componenti molto teso. Dietro c'è la corsa alla memoria dei data center AI, che ha spinto DRAM e NAND. Migrare su un concorrente europeo perché oggi costa meno sposta il problema di qualche trimestre.

Cosa abbiamo cambiato

  • Freeze sui rescale: inventario delle istanze a prezzo legacy e blocco procedurale. Si scala aggiungendo una macchina nuova, non ridimensionando quella vecchia.
  • Arm come default: 1,3 volte contro 2,7, la linea CAX è oggi il vero tier value europeo. PHP, Node e Postgres di una PMI ci girano senza drammi.
  • vCPU dedicata solo dove serve: buona parte dei carichi che troviamo su CCX ci sono finiti per abitudine, non per un profilo di CPU misurato.
  • Il prezzo nel monitoraggio: costo mensile per servizio accanto alle metriche tecniche, con revisione trimestrale.

Verdetto

Restate su Hetzner, ma smettete di trattarlo come infrastruttura quasi gratuita. Congelate i rescale sulle istanze legacy oggi, spostate su Arm tutto ciò che non ha un motivo scritto per stare su vCPU dedicata, e mettete il costo infrastrutturale in un cruscotto che qualcuno guarda. La lezione non è che Hetzner è diventata cara: è che avete costruito un budget pluriennale su un numero che il fornitore può cambiare quattro volte in dodici mesi.