Cinque anni fa Kubernetes era "il futuro dell'infrastruttura". Nel 2026, nei progetti delle PMI italiane, K8s è raro. Sintomo di fallimento? No: di realismo.
Cosa offre Kubernetes
Orchestrazione di container, auto-healing, rolling deploy, scaling orizzontale, service discovery, ingress avanzato. Tutto vero, tutto utile — quando ne hai bisogno.
Cosa costa
- Complessità: minimum viable cluster richiede 3 master + n worker. Anche con managed (EKS, GKE), serve ingegneria continua.
- Personale: una PMI media non ha un SRE dedicato. Mantenere un K8s a part-time è un disastro che esplode al primo incidente.
- Costo infrastruttura: cluster minimo gestito ~150-300 USD/mese su AWS/GCP, prima ancora di carichi reali.
Le alternative che dominano nel 2026
1. Docker Compose con orchestrator leggero
Coolify, Dokploy, Caprover: PaaS self-hosted che gestiscono Docker Compose stack con UI semplice. Per il 70% delle nostre PMI è la scelta. Costo: 1-2 VPS Hetzner + setup di mezza giornata.
2. Vercel / Hetzner con script di deploy
Per progetti Next.js + database, non serve nemmeno orchestratore. Push su git → deploy automatico. Per chi accetta il pricing Vercel, è il setup più semplice.
3. Docker Swarm
Tutti dicono che è "morto". Non lo è. Per chi ha 2-5 nodi e vuole high-availability senza la complessità di K8s, Swarm fa ancora il suo. Stabile, semplice, dimenticato.
Quando Kubernetes ha senso
- Più di 50 microservizi.
- Multi-tenancy con isolamento forte.
- Workload con requirement di scaling istantaneo (peak traffic 10x).
- Team SRE dedicato.
Sotto questi soglie, K8s è un proiettile usato per uccidere una mosca.
Verdetto 2026
Kubernetes per PMI italiane: quasi mai. Non è un fallimento di K8s — è la maturità del mercato che finalmente sa scegliere. Le PMI vincenti scelgono strumenti adatti alla loro dimensione, non alla loro ambizione.