Dopo il 28 giugno 2025, l'European Accessibility Act è in vigore. Negli ultimi tre mesi abbiamo fatto audit accessibilità su sei e-commerce italiani — quattro nostri clienti, due esterni. Sette problemi sono comparsi in tutti.
1. Focus ring rimossi "perché brutti"
Sei siti su sei avevano outline: none sui pulsanti senza alternativa. Risultato: chi naviga con tastiera non sa dove sta. Fix: focus ring custom, design-coerente, sempre presente.
2. Target size sotto 24×24
I pulsanti del checkout (X, +/- quantity, swap) sono spesso 16-20 px. Su mobile diventano hit-area frustranti. WCAG 2.2 chiede minimo 24×24 px, eccezioni stringenti.
3. Form senza
I placeholder come label sono il peccato originale. Screen reader non li leggono come label. Fix: <label htmlFor="email">Email</label> esplicito, con o senza visual treatment.
4. Contrast fallito sui testi grigi
"Note", "info legali", "spedizione gratuita" sono spesso a 3:1 invece di 4.5:1. Sembra elegante, è inaccessibile. Su mobile ancora peggio.
5. Icon-only buttons senza aria-label
Un'icona di carrello, una di account, una di chiusura modale: spesso senza aria-label. Per screen reader sono "button button button". Fix: una riga.
6. Errori form non collegati ai campi
Un messaggio rosso sotto il campo non basta. Serve aria-describedby e aria-invalid. Senza, lo screen reader non lega errore e campo.
7. Heading hierarchy saltata
Pagina con <h1> nel banner, poi <h3> nei prodotti senza un <h2> in mezzo. Sembra cosmetico, è lettura rotta per screen reader.
Tempo di fix
Su un e-commerce medio (50-100 pagine, design system), risolvere questi sette punti richiede 8-15 giorni di lavoro. Non è poco, ma è esattamente il livello AA — non un sogno utopico. Per chi vende ai consumatori UE, dal 28 giugno 2025 è obbligatorio.