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NIS2: la nuova direttiva UE sulla cybersecurity (e perché tocca anche le PMI)

NIS2: la nuova direttiva UE sulla cybersecurity (e perché tocca anche le PMI)

2 min di lettura

La direttiva NIS2 entra in vigore in Italia entro il 2024. Allarga molto il perimetro rispetto alla NIS1: chi è coinvolto, cosa serve fare, e da dove iniziare.

Il 2024 è l'anno della NIS2 in Italia. La direttiva UE 2022/2555 deve essere recepita dagli Stati membri entro il 17 ottobre 2024, e per molte PMI italiane sarà la prima vera norma di cybersecurity con cui dovranno confrontarsi.

Cosa cambia rispetto alla NIS1

La NIS1 (2016) toccava un perimetro ristretto: operatori di servizi essenziali e fornitori di servizi digitali. La NIS2 lo allarga radicalmente, introducendo due categorie:

  • Essenziali: energia, trasporti, banche, sanità, acqua, infrastrutture digitali, pubblica amministrazione.
  • Importanti: servizi postali, gestione rifiuti, alimentare, manifatturiero (medio-alto rischio), fornitori digitali (cloud, data center, MSP), ricerca.

Il criterio è duplice: settore + dimensione. Sono dentro le aziende con almeno 50 dipendenti o 10 milioni di fatturato che operano nei settori sopra. Le micro-imprese restano fuori, salvo eccezioni specifiche (DNS, registrar, fornitori di trust services).

Cosa la direttiva richiede

La NIS2 elenca dieci aree di misure minime di sicurezza, tra cui:

  • Politiche di analisi del rischio e sicurezza dei sistemi informativi.
  • Gestione degli incidenti, con notifica iniziale entro 24 ore e completa entro 72.
  • Continuità operativa e gestione delle crisi.
  • Sicurezza della supply chain — incluso il rapporto con fornitori IT e MSP.
  • Cifratura e crittografia.
  • Multi-factor authentication e gestione degli accessi.
  • Formazione del personale.

Le sanzioni

Per i soggetti essenziali si arriva a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato globale. Per gli importanti, 7 milioni o l'1,4%. E — novità rispetto alla NIS1 — c'è una responsabilità diretta del management: amministratori e organi direttivi devono approvare le misure e possono essere ritenuti personalmente responsabili.

Da dove iniziare

Per le PMI che ci chiedono "siamo dentro o fuori?", il percorso che proponiamo è:

  1. Mapping: capire se il settore e la dimensione fanno scattare gli obblighi.
  2. Asset inventory: lista completa di server, applicazioni, fornitori e flussi di dati.
  3. Gap analysis: rispetto alle dieci aree della NIS2 (e ai controlli ISO/IEC 27001, che restano un buon riferimento).
  4. Piano triennale: priorità, budget, responsabilità.
  5. Quick wins: MFA ovunque, backup immutabili, patching automatico, EDR. Anche solo questi quattro coprono molto.

Cosa non aspettare

Alcune misure non hanno bisogno della NIS2 per essere implementate: sono già il minimo sindacale del 2024. Se nella tua azienda non sono ancora in atto, la direttiva è solo un buon motivo per accelerare. Non l'unico.