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Stripe vs PayPal vs Satispay: matrix di scelta per e-commerce italiani 2025

04 June 20252 min di lettura

Tre player, tre fasce di pubblico. La matrix che usiamo per consigliare il giusto mix di payment per i nostri clienti.

Nei nostri progetti e-commerce italiani, la domanda "che payment provider usiamo?" raramente ha una risposta singola. Il pattern che funziona è un mix di 2-3 provider, ognuno per il suo target.

Stripe

Forza: API e sviluppatore experience. Per qualunque flusso custom (subscription, marketplace, payouts) è il più completo. Commissioni: 1.5% + 0.25 € per carte UE consumer, 2.5% extra-UE.

Limite: in Italia il tasso di conversione su carte è inferiore a PayPal sul B2C puro. La fiducia in PayPal di un certo target B2C è ancora altissima.

PayPal

Forza: brand recognition. Per pubblico over 40, è il "metodo che mi fa stare tranquillo". Tasso di conversione +8-15% su check-out con PayPal disponibile.

Limite: commissioni alte (2.49% + 0.35 € per merchant standard), e per dispute è famoso per favorire il buyer.

Satispay

Forza: in crescita rapida, soprattutto in Lombardia, Veneto, Toscana. Costo a transazione: 0% sotto 10 €, 0.20 € fisso sopra. Per ticket medio basso (libri, alimentari, servizi) è il più conveniente.

Limite: target più giovane e più centrato in Italia. Su B2B o internazionale, marginale.

La matrix che usiamo

CasoMix
E-commerce B2C generalista ITStripe (carte) + PayPal + Satispay
SaaS subscription B2CStripe primario, PayPal secondario
B2B IT con fatturazione elettronicaStripe (anche bonifico), PayPal opzionale
Food/Retail con ticket bassoSatispay primario, Stripe per chi non ha l'app
E-commerce internazionaleStripe + PayPal, no Satispay

Lezione di check-out

Mostrare 5+ provider crea decision fatigue e fa scendere la conversione. Tre opzioni ben disposte (carta, PayPal/Satispay, bonifico per importi alti) battono la lista lunga ogni volta.