Nei nostri progetti e-commerce italiani, la domanda "che payment provider usiamo?" raramente ha una risposta singola. Il pattern che funziona è un mix di 2-3 provider, ognuno per il suo target.
Stripe
Forza: API e sviluppatore experience. Per qualunque flusso custom (subscription, marketplace, payouts) è il più completo. Commissioni: 1.5% + 0.25 € per carte UE consumer, 2.5% extra-UE.
Limite: in Italia il tasso di conversione su carte è inferiore a PayPal sul B2C puro. La fiducia in PayPal di un certo target B2C è ancora altissima.
PayPal
Forza: brand recognition. Per pubblico over 40, è il "metodo che mi fa stare tranquillo". Tasso di conversione +8-15% su check-out con PayPal disponibile.
Limite: commissioni alte (2.49% + 0.35 € per merchant standard), e per dispute è famoso per favorire il buyer.
Satispay
Forza: in crescita rapida, soprattutto in Lombardia, Veneto, Toscana. Costo a transazione: 0% sotto 10 €, 0.20 € fisso sopra. Per ticket medio basso (libri, alimentari, servizi) è il più conveniente.
Limite: target più giovane e più centrato in Italia. Su B2B o internazionale, marginale.
La matrix che usiamo
| Caso | Mix |
|---|---|
| E-commerce B2C generalista IT | Stripe (carte) + PayPal + Satispay |
| SaaS subscription B2C | Stripe primario, PayPal secondario |
| B2B IT con fatturazione elettronica | Stripe (anche bonifico), PayPal opzionale |
| Food/Retail con ticket basso | Satispay primario, Stripe per chi non ha l'app |
| E-commerce internazionale | Stripe + PayPal, no Satispay |
Lezione di check-out
Mostrare 5+ provider crea decision fatigue e fa scendere la conversione. Tre opzioni ben disposte (carta, PayPal/Satispay, bonifico per importi alti) battono la lista lunga ogni volta.